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– Marzo 2012 –

PESCE
Non fuggire mai più dai problemi. Sconnettere non mi serve per niente. Né vivere questa vita come aliena e vederla scorrere, perché non ci sono le forze, perché non c’e la voglia. Né piangere perché il mondo non si può aggiustare perché ci sono solo cose brutte. Voglio essere come quella gente che si bagna ed esce a combattere benché perda. E mi ritrovo… Come un pesce nell’acqua in un fiume vivace: nuotare è più difficile, fermarsi è come essere morto/a. Una spina conficcata che ho estratto di dentro, più buia la strada, più chiaro il pensiero. E se voi state là non ho paura, perchè siete là. E sono qua, non è tardi, ma quanto prima è meglio è, ho perso già molto tempo. Trasformare tutta questa tristezza in rabbia per lottare e non affondare quando perdo. Affrontare quello che verrà, qualunque cosa sia e sempre agire come credo e come sento. Farà male, ma ha già fatto male prima ed ora servirà per continuare avanti. Come un pesce nell’acqua in un fiume vivace: nuotare è più difficile, fermarsi è come essere morto/a. Una spina conficcata che ho estratto di dentro, più buia la strada, più chiaro il pensiero. Più chiaro il pensiero…

VOLERE LA LIBERTÀ
Vedo gli uccelli migratori e mi fanno sentire umile. Tutti/e siamo speciali ma nessuno è superiore. Non è difficile capire una cosa tanto semplice. Rinunciare ai privilegi è difficile ma è la cosa migliore. Vedi, è la nostra posizione, che siamo uno/a in più, che non ha senso salire su un altare. Che, per onestà, bisogna riconoscere che non siamo gli/le unici/que a volere, volere la libertà. Una vita e viverla in libertà, una vita e morire in libertà. Da quando ho memoria, ho sempre visto gli animali essere trattato come oggetti a nostra disposizione. Io non voglio ubbidire, né che nessuno mi obbedisca, questo segna i miei principi, la mia più forte convinzione. Vedi, è la nostra posizione, che siamo uno/a in più, che non ha senso salire su un altare. Che, per onestà, bisogna riconoscere che non siamo gli/le unici/que a volere, volere la libertà. Una vita e viverla in libertà, una vita e morire in libertà.

CON OBIETTIVI, CON ILLUSIONE (versione di Personal Tsunami)
Le nostre vite hanno un significato: fare di questa merda un mondo migliore. Lamentarsi è inutile, voglio vivere con l’illusione. Il fuoco che sta nelle nostre mani aspetta, impaziente, di scoppiare. Smettiamola con gli sguardi tristi, siamo una maledetta esplosione.. Che esca la rabbia, la disperazione. Davanti ad una vita che ci fugge, ci rimane solo la ribellione.

DUELLO
Sentire che non ci sono le forze, che niente più batte, il dolore ti sequestra, il tuo sforzo è invano e non poterti alzare. Potere reagire, metterti i guanti, sapere che il combattimento è contro giganti e non tirarsi indietro… perchè non c’è strada né sentiero, brilli il sole o nero il cielo, non riposeremo mai, non riposeremo mai. Farsi strada senza rotta né guida, sfidare questa vita a un duello suicida, combattendo contro il dolore. Cambiare il pessimismo con mille risate, pensare che non c’è scelta rischiosa che non ti faccia barcollare… perchè non c’è strada né sentiero, brilli il sole o nero il cielo, non riposeremo mai, non riposeremo mai. Per distruggere le nostre paure, per vincere le nostre sfide, per avanzare contro il vento. Coraggio, amore e complicità.

SISTER
Alcune righe incomplete di una lettera che non ricevetti mai. Le buone notizie volano, in poche ore arrivi a Madrid. Coi tuoi accanto a te, sorridendo insieme a te. Di ritorno al posto che mai, mai avresti dovuto lasciare. Degli occhi come il cielo, la forza di un uragano. Non ci sono muri né sbarre che separano l’amicizia. Come un giorno ci avevi detto, e io non dimenticherò mai, se hai bisogno fischia e io presto arriverò. Per essere vicino a te, parlare del passato, guardare al futuro, andare al lago. Per sempre pensare… che c’è qualcosa di buono che viene dopo. Con forza e costanza, con rabbia e con voglia, prendere la pena e guardarla in faccia. Per sempre pensare… che c’è qualcosa di buono che viene dopo. E benché succedono cose, benché ci separino, benché arrivi il freddo e passino i mesi, ho bisogno che tu sappia… che saremo sempre qui. E benché succedono cose, benché ci separino, benché arrivi il freddo e passono i mesi, ho bisogno che tu sappia… che saremo sempre qui. Una lettera senza mittente, delle righe solo per te. Sentimenti e passioni che nessuno può distruggere. Per noi, per le tue risate, per sentire che sei felice. Per sempre, questa lettera è… per te. Degli occhi come il cielo, la forza di un uragano. Non ci sono muri né sbarre che separono l’amicizia. Come un giorno ci avevi detto, e io non dimenticherò mai, se hai bisogno fischia e io presto arriverò.

FIGLI DELLA SCONFITTA
Anni vissuti a tutta velocità, cicatrici nel corpo ve lo ricordano, solitudine, esilio, prigione o morte, ed un destino che restava in altre mani. Stessi cuori, diversa epoca, né il tempo, né l’oblio consumano le vostre gesta. Siamo il risultato di quello che avete vissuto, né davanti al fuoco né alle pallottole vi siete mai pentiti. Propaganda nelle strade, atenei libertari, tentando che l’idea, arrivasse in ogni quartiere. Né negli anni più severi, repressione, fucilazioni, in Albatera o sui monti, furia fino l’ultimo respiro. Stessi cuori, diversa epoca, né il tempo, né l’oblio consumano le vostre gesta. Visi instancabili di azione e disobbedienza. Nonni che non abbiamo avuto, la vostra storia segna la nostra vita.

– Diciembre 2012 –

SI SENTE ANCORA IL TUO BATTITO
Perchè è delle poche cose chiare che abbiamo in questa vita, che continuaremo a piangere per amici/che che colpiranno e compagne/i che rinchiuderanno o assassineranno. Perché siamo le eterne lacrime… Jill, Harold, Paco, Sole/ Edo, Mauri, Xosé, Barry, Alexandros… Che la terra vi sia leve, a voi e a tanti altri a che solo in modo vile hanno potuto separare da noi. Per la vostra lotta, andremo avanti. Amavi la vita e volevi svegliare un mondo che dormiva, strapieno di guardiani che minacciano i nostri sonni. Loro ti hanno portato al peggiore dei destini, ma in ogni uno di noi si sente il tuo battito.. Uccideste un guerriero ma la guerra continua, ogni giorno, con più forza, la nostra lotta non si deve fermare. Giudici, carcerieri, giornalisti, poliziotti. Non dimenticheremo, mai. Benché tristi siamo qui, volontario il compromesso e nostro il petto squarciato. Abbiamo la certezza che nel tuo cuore ribelle, hai lasciato un frutto affinché le idee possano vivere eternamente. Uccideste un guerriero ma la guerra continua, ogni giorno, con più forza, la nostra lotta non si deve fermare. Giudici, carcerieri, giornalisti, poliziotti. Non dimenticheremo, mai. Parole mille volte ripetute, un grido all’infinito che rimbomba nelle nostre vite, la fiamma che hai accesso, è viva, questo è per voi: viva l’anarchia!

CERCA E CATTURA (versione di D.E.T.E.N.C.I.Ó.N.)
Sfidasti il nemico, ora cerca di catturarti, ma tu già non sei più lì, non lascerai che ti acchiappino. Tante ore interminabili, ogni secondo può essere l’ultimo, la decisione è ferma, non lascerai che ti acchiappino. Ma c’è qualcosa più forte della paura di essere colpito, essere e sentirsi liberi. Non lascerai che ti acchiappino. Ovunque tu sia, ti do tutta la mia forza, un grido di lotta: non ti arrendere. Per il tuo coraggio, per questa battaglia, con tutto l’affetto: buona fortuna.

PENSA MALE E MORIRAI SOLO
Da sempre ti hanno insegnato a non avere fiducia di nessuno, vedendo in tutto una minaccia ed una gran competizione. Col passare degli anni sei diventato un eremita/un’eremita. La gente ti imbroglia, questa è stata la tua conclusione. Pensa male, morirai in solitudine. Con questi fondamenti, dimmi, cosa possiamo construire? Cosa ti fa pensare che tu sei cosi buono e che gli altri agiscono solo mossi dai propri interessi? E’ meglio avere fiducia nella gente che si trova intorno a te, benché nessuno sia perfetto, nemeno tu lo sei, cosa credi? Pensa male, morirai in solitudine. Con questi fondamenti, dimmi, cosa possiamo construire?

QUANDO PARLIAMO
Quando ti parlo della guerra non ti parlo di militare, ti parlo di fare fronte a quello che tu pensi che va male e di non fare come gli altri e guardare dall’altra parte, benché sia più fastidioso, benché sia più dificile. Non è che tu cerchi dei problemi, li avevi già prima, e questo è l’unico modo di poterli risolvere. Quello che importa è tentare, quella che importa è l’attitudine, affrontare i problemi non è cosa di gioventù. Quando ti parlo del coraggio, quando ti parlo del valore, non ti parlo di tipi duri, supereroi o robot, ti parlo di gente normale, come te e come me, che decide di affrontare quello che le causa paura. È normale che tu abbia paura, c’è sempre qualcosa da temere perché, benché sia rimasto poco, rimane sempre qualcosa da perdere. Quello che ti fa essere coraggioso, quello che non ti fa smettere è che, benché la paura sia forte, ci sono altre cose più importanti. Quando parliamo della guerra, quando parliamo dell’amore, quando parliamo del coraggio, quando parliamo del valore, non ti parliamo di finzione né romanzi di avventure, ti parliamo della nostra vita ma anche della tua.

LUCIDITÀ
Salti la corda con la linea imposta della normalità. Non è stata la tua scelta ma la paghi, questa è la tua realtà. Dimostri più lucidità di molta gente che osò giudicare. Hai la priorità di farti forte per te e per gli altri. Il raggio che non cessa mai. Anni fa hanno dato un nome al dolore che c’è in te. Miscuglio di malattia e sentimenti, non è facile discernere. Tu ti stancasti di essere la vittima di un ambiente ostile. Prendi coscienza e continua a cercare modi per non soccombere. Il raggio che non cessa mai. Ci sono temporali passeggeri ed altre che durano di più, ma so bene che tu non ti arrenderai

FINO LA FINE
E ci dicono che è normale vederli come oggetti: merce, proprietà, macchine con vita. Ali che non voleranno, zampe che non corrono, occhi che si spegneranno troppo presto. E ci dicono che è normale condannare le loro vite, costretti ad esistere. Solitudine e reclusione. Perché questo latte che vedete non era per voi, perché questo cuoio che vedete copriva a altri. La situazione non finirà fino che non la smetteremo con alcuni pregiudizi ed abitudini che abbiamo, perché nei casi di oppressione restare neutrali aiuta sempre l’oppresore e mai agli animali. Liberare. Diffondere. Discutere. FINO LA FINE

– Noviembre 2013 –

IL BENE PIÙ APPREZZATO (versione di DECISIÓN)
Quante cose viste che non dovremmo vedere. Compagni/e sanguinanti al nostro fianco.
Quanti duri colpi che abbiamo dovuto sentire. I vostri manganelli segnarono le nostre schiene. Telefonate di dolore… conoscenti sono stati/e arrestati/e.
Come affrontare la situazione, paura e tristezza si uniscono negli sguardi.
Un@ a un@ e in silenzio contro la parete, umilianti controlli per immigrati.
I/Le bambini/e cattivi/e dovranno imparare a suon di colpi, le pillole li/e fanno stare zitti/e.
Compagni/e… invecchiando e morendo tra il cemento.
Animali… tutta una vita di carcere e lamenti.
Quanta gente piange sola nella sua stanza, non hanno potuto seguire l’amaro ritmo che segna un mondo di miseria, egoismo e solitudine… fratture della società.
Quanto ti costa mantenere viva la speranza, quando ciò che è facile è demoralizzarsi. Incomprensione nella gente che ti sta vicino, incapaci di riuscire a capire…
E ti hanno chiesto il perchè, e non sono riusciti a capire, tutto ciò che c’è dentro di te, tutto ciò che c’è dentro di te…
Desideri che provano a uscire, la forza che c’è dentro di te… Tu sai e capisci perchè, tu sai e capisci perchè…
Per scoprire delle idee che ti fecero capire che ci sono persone che pensano per conto proprio.
Per unire le speranze e farle realtà, fomentando tecniche di lotta.
Momenti di tensione… sentimmo da vicino i pallettoni.
Mi dai la forza e il coraggio, si scorda la paura e tiriamo avanti.
Per difendere contro chiunque il nostro modo di pensare, in un mondo di ciechi e ammutoliti.
Per conoscere persone che arrivarono a apportare esperienze che aprirono i nostri cammini. Sentimenti… al di là dell’affetto e del bene.
Sensazioni… che fanno sì che valga la pena ogni sospiro.
Per tutte le volte che girandomi ti ho sentito dietro di me, vigilando e proteggendoci le spalle.
Per tutte le volte che ti guardai negli occhi e imparai, che tutto puó succedere.
Per tutta la gente zittita per il suo modo di pensare, persecuzioni e incarcerazioni per anni, perdere un sogno che scappa e che credi reale, e non ti hanno lasciato vivere.
Donne e uomini orgogliose/i di un impegno comune, essere coerenti in tutto ciò in cui credevano, Dettero il proprio sforzo con rabbia e con il cuore… vivere la propria vita lottando per l’anarchia.

RELAZIONI ORIZZONTALI
Che era facile, che era fragile, che era pieno, che era eterno, passeggero d’estate, duraturo in inverno. Corrisposto un miracolo, altrimenti un inferno, una cosa di ragazzi con ragazze e una cosa solo per due. Così è come ci dissero che doveva essere l’amore… E fallimmo così tante volte che sembrava una condanna. E arrivammo a credere che non ne valeva la pena. Però ci furono sempre buone ragioni per riprovarci. Bisognava solo essere coraggiosi, bisognava solo reinventarlo. Per far sì che l’amore non fosse sempre qualcosa da temere. Un gioco solo per due in cui uno doveva perdere. Che non fossero fantasie e mai un’imposizione. Non si tratta di invertire tutto il tuo tempo in dolore. Non è qualcosa che si può sempre definire, nè qualcosa da evitare per paura di soffrire. Nè qualcosa che ci lega con fili legali o di cui abbiamo bisogno per sentirci speciali. L’amore per noi è una relazione tra uguali. A letto come vuoi, nella vita orizzontali.

SANGUE, SUDORE E LACRIME
Sangue nelle tue vene. Sudore per lo sforzo. Lacrime sul tuo viso. Se
sei vivo li conosci.

FINE DELLA OBBEDIENZA
Coloro che ormai non rispettano neanche il valore della vita,
che potranno esigere quando qualcuno li accuserà.
Labirinti di idee che proteggono i loro feudi,
devono essere sabotati fino a distruggerli.

Vivendo una forma di schiavitù che si accetta come qualcosa di normale,
un forte rifiuto dell’ordine sociale è un chiaro sintomo di salute.
Fine della obbedienza.
Circondati dalla violenza e dalla coazione fin da bambini,
ci legano con la pazienza, con il civismo e i suoi riti.
Se parliamo con il loro linguaggio e pensiamo con le loro idee,
non troveremo scappatoie, non avremmo mai una scappatoia!

Non ci sarà mai un lamento, per i mali di coloro
che desiderano, senza esitare, il male per noi.
Ottenere la vittoria su chi si affronta
non fa che la ingiustizia sia meno ingiusta.

Vivendo una forma di schiavitù che si accetta come qualcosa di normale,
un forte rifiuto dell’ordine sociale è un chiaro sintomo di salute.
Fine della obbedienza.

SENTO DENTRO DI ME
Se ci muove la passione in mezzo a questo deserto, e aspiriamo a imparare dagli errori e dalle conquiste. Se vogliamo davvero dare valore alle idee. Non possiamo aspettare, anche se le cose sono messe male.
Sento dentro di me che il cuore batte forte. E questa è la mia scelta: seguire la stella polare. Non mi fermeranno gli imprevisti del percorso. Ogni decisione marca il nostro destino.
Non vogliamo rinunciare senza giocare tutte le carte. Rimane ancora molto da apportare, finchè c’è salute e voglia. Non ci sono ricette per vincere dalla mattina alla sera. Hai la tua immaginazione, le tue mani e la tua perseveranza.
Sento dentro di me.

ANNI
Ormai sono passati anni e si può valorare ciò che abbiamo voluto fare, ciò che abbiamo potuto ottenere.
Ciò che era reale, quello che rimase, ciò che non fu niente male e ciò che si perse.
Un qualunque giorno, come oggi, moriremo io e te, sarà la nostra fine e non ci sarà soluzione.
Quando dovrò andarmene, non voglio sentire che non approfittai bene degli anni che vissi.
Che non seppi apprezzare chi conobbi, che non seppi lottare per quello in cui credetti, che non riconobbi tutto ciò che feci male e che non mi sforzai per non farlo più.
Mille storie già se ne vanno, e altre devono ancora arrivare, e a volte ridi e altre volte piangi.
Cercare di imparare per fare meglio e metterci volontà e metterci cuore.
E metterci il cuore anche se ti fanno sanguinare e avere la forza di voler ascoltare.
E metterci tenacia, anche se costa respirare, perchè non c’è altra opzione: anarchia e libertà.

 

ACCIDENTE/ DUELO

COMARCAL 220
La mattina è cominciata come un giorno qualunque e i raggi del sole mi bruciavano la pelle. Non potevo immaginare di svegliarmi così, i nostri corpi tremanti al vederti uscire. Un rumore assordante, tutto tacque. Cacciatori senza faccia nella tua stanza. Si è chiuso il furgone, non puoi uscire e adesso sento l’impulso di venire da te. Un indirizzo, una busta, un foglio: Comarcal 220, kilometro 6. Una imposizione che ti ha condannato e mi ha fatto sentire che mi dividono in due. E adesso ci tocca resistere, e alzarci in piedi. Se il sole brucerà di nuovo io mi ci rimetterò sotto. Condividere il dolore ci aiuta a vivere. Non dimenticarti mai che siamo qui.
Un altro sabato, la sveglia e una voglia tremenda di darti calore. Un attimo dopo devo andarmene, sono 40 minuti dietro a quel vetro. Chi ha potuto inventare un posto tanto crudele? Chi rinchiude per uno stipendio a fine mese? Pensieri che vengono alla mente senza pausa. E quando arrivo a casa segno un altro giorno.

CERCARE
In un mondo desolante non è così facile trovare un ambiente in cui vivere e sentirsi vivi/e.
E, senza quella pace, tutto il resto ci costa molto di più.
Persone con cui condividere, azioni con le quali vibrare, questo sarà il tuo posto: cerca fino a trovarlo.
È fondamentale: tutto il resto come viene va.
Cercare la vita tra la morte programmata.
Cercare la tua vita fra la morte programmata.

MADRID 2011 (VERSIONE DEGLI ACCIDENTE)

Luci vibranti illuminano case di cartone, e l’inverno è alle porte.
Amore e vomito condividono bar e discoteche, i bancomat hanno sete.
Nel mio quartiere non ci sono più panchine nè fontane, oggi le case sono di ikea, le lettere urgenti,
dagli angoli ci protegge una lente. Una massa in giacca e cravatta consuma la Gran Vía, Mario è saltato giù dalla banchina, Nei titoli borsa, gol, stregoneria e una sfilata di Chanel. Nella strada si è riunita gente comune,
gli sbirri identificano il “diverso”, oggi i/le ragazzi/e del mio quartiere mostrano i denti